L'operatore che esegue la procedura deve possedere una preparazione tecnica, ma anche psicologica in modo da mostrarsi calmo ed avere sicurezza in sé per poter rassicurare il paziente. A tal fine il TSRM deve saper usare sia il linguaggio verbale, per poter spiegare la procedura all'interessato ed i benefici che ne trarrà, e sia il linguaggio non verbale, per infondergli sicurezza e avere una maggiore collaborazione da parte sua; quest'ultimo approccio comprende, ad esempio, un contatto visivo, un tocco affettuoso, un tono di voce rassicurante e un atteggiamento di accoglienza nei suoi confronti.
Spesso i pazienti possono presentare una fobia per gli aghi che può derivare da traumi pregressi. In questi casi gli interessati presenteranno inizialmente dei sintomi legati soprattutto all'agitazione, quali tachicardia e ipertensione prima dell’inserimento dell’ago cannula, mentre successivamente al momento del posizionamento avranno un repentino calo della pressione sanguigna accompagnata da bradicardia e pallore.
Non far vedere l'ago al soggetto fino all'ultimo minuto, parlargli durante la procedura, mantenere un tono di voce rassicurante e rincuorarlo in caso di fallimento sono degli accorgimenti utili da adottare nei confronti di questi pazienti!



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