Come già spiegato in post precedenti, per definizione, i cateteri venosi periferici sono dispositivi che permettono di collegare la superficie cutanea con una vena del circolo periferico. Oggi i CVP sono realizzati con materiale biocompatibile (teflon, poliuretano, silicone) per prevenire specifici problemi associati al loro impiego e migliorando anche le loro prestazioni, prolungando il tempo di permanenza in vena e diminuendo l'irritazione delle pareti dei vasi e, soprattutto, diminuendo il rischio di complicanze infettive.
Al loro interno si possono individuare: un diametro esterno, espresso in French (Fr), un diametro interno, indicato in Gauge (G), e la lunghezza del
catetere stesso, espressa in cm.
Oggi per convenzione il calibro dei cateteri venosi si
misura in Gauge G ed ogni diametro della cannula è indentificato da un codice
colore standard in base alla normativa ISO. Infatti possiamo distinguere “piccoli”
cateteri (20-22-24 G) che comportano minore resistenza e minori complicazioni,
e “grandi” cateteri (14-16 G) indicati per situazioni acute, ma che possono portare a
maggiori complicanze soprattutto di tipo infettivo. Pertanto maggiore è il Gauge più piccolo è il calibro della
cannula; inoltre il calibro del CVP deve essere sempre compatibile con le
dimensioni del vaso da incannulare, sufficiente a garantire il corretto flusso
sanguigno.
Il CVP adatto per condurre un esame radiologico, necessaria per la
somministrazione del mdc, sono principalmente gli aghi cannula di 18G e 20G (rispettivamente di
colore verde e rosa).Il TSRM deve possedere le conoscenze e
competenze per selezionare il CVP più appropriato per il paziente e la
somministrazione del mdc; la scelta del dispositivo è inoltre utile per accrescere i benefici e la riuscita dell’esame e, quindi, per ridurre al minimo
gli eventi avversi.
Al loro interno si possono individuare: un diametro esterno, espresso in French (Fr), un diametro interno, indicato in Gauge (G), e la lunghezza del
catetere stesso, espressa in cm.
Oggi per convenzione il calibro dei cateteri venosi si
misura in Gauge G ed ogni diametro della cannula è indentificato da un codice
colore standard in base alla normativa ISO. Infatti possiamo distinguere “piccoli”
cateteri (20-22-24 G) che comportano minore resistenza e minori complicazioni,
e “grandi” cateteri (14-16 G) indicati per situazioni acute, ma che possono portare a
maggiori complicanze soprattutto di tipo infettivo.
Pertanto maggiore è il Gauge più piccolo è il calibro della
cannula; inoltre il calibro del CVP deve essere sempre compatibile con le
dimensioni del vaso da incannulare, sufficiente a garantire il corretto flusso
sanguigno.
Il TSRM deve possedere le conoscenze e
competenze per selezionare il CVP più appropriato per il paziente e la
somministrazione del mdc; la scelta del dispositivo è inoltre utile per accrescere i benefici e la riuscita dell’esame e, quindi, per ridurre al minimo
gli eventi avversi.
Bibliografia:Craven, Ruth F., Hirnle, Constance J., Principi Fondamentali dell'Assistenza Infermieristica, volume 1: concetti generali dell'assistenza infermieristica, Milano, CEA, 2007, pp. 360-361A. Brugnolli e Luisa Saiani, Trattato di Cure Infermieristiche, Napoli- Idelson Gnocchi Sorbona, 2016, pp. 994-995A. Tramacere, Posizionamento & Gestione di accessi venosi periferici, lezione IV, Unimi, a.a. 2020/2021, pp. 5-6Sitografia:https://www.nurse24.it/studenti/procedure/sostituzione-catetere-venoso-periferico-quando-perche.html
Bibliografia:
Craven, Ruth F., Hirnle, Constance J., Principi Fondamentali dell'Assistenza Infermieristica, volume 1: concetti generali dell'assistenza infermieristica, Milano, CEA, 2007, pp. 360-361
A. Brugnolli e Luisa Saiani, Trattato di Cure Infermieristiche, Napoli- Idelson Gnocchi Sorbona, 2016, pp. 994-995
A. Tramacere, Posizionamento & Gestione di accessi venosi periferici, lezione IV, Unimi, a.a. 2020/2021, pp. 5-6
Sitografia:
https://www.nurse24.it/studenti/procedure/sostituzione-catetere-venoso-periferico-quando-perche.html



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